
Tornata fresca fresca da una splendida vacanza cretese mi affretto a scrivere le dovute riflessioni prima che il grigiore delle giornate autunnali, misto a smog, le faccia diventare un vago ricordo.
Parliamo di quest' Europa che cerca di sopravvivere alla propria tristissima agonia, con flebo di versamenti economici per vili speculatori, ecco.. l'ultimo pezzettino è Creta, isola straordinaria, fatta di odori di eucaliptus che si fondono con quello del mare e che mi ha rapito l'anima.
La Grecia paese declassato dalla UE, in crisi e senza prospettive, è lo spettro in cui l'italia si potrebbe, a detta di tanti, rispecchiare.
Ma le differenze a livello economico tra noi e la Grecia sono innumerevoli; i bassi costi di hotel o pensioni, di ristoranti, di supermercati sono impensabili qui da noi, che siamo ormai assuefatti a prezzi stratosferici e neanche ci facciamo più caso. La compostezza e la cortesia dei greci noi l'abbiamo ormai dimenticata da tempo, la ruralità di questo paese, che sembra quasi sfacciata, noi l'abbiamo barattata con il cemento e l'edificazione selvaggia, per non parlare poi della difesa delle proprietà, che ci costringe a vivere blindati con le grate alle finestre, in abitazioni che somigliano più a prigioni che a "case". Tutto questo mi porta necessariamente a pensare con quale differenza si vive la "crisi economica".
Io a Creta non ho visto sbarre alle finestre, le antenne paraboliche sono pochissime rispetto alle nostre, ho visto persone e realtà diverse, e sopratutto stati d'animo diversi dai nostri, realtà più semplici di sicuro, meno intrise di superfluo, più autentiche sicuramente.
Non credo sia un caso che tutte le volte che l'aereo del mio ritorno con il rullare dei motori si stacca dal suolo e punta verso il cielo, gli occhi mi si inumidiscono.. forse è nostalgia per un paese che lascio e che mi ricorda tanto il mio.
Perché anche il mio è stato così tanti anni fa, e mi considero fortunata nel poter avere quel ricordo, visto che le generazioni successive nemmeno hanno mai avuto il sentore della sua esistenza.
Rivorrei il mio paese di allora ma non è possibile, lo so bene, .. e allora non mi rimane altro che migrare altrove..laddove quello che mi faceva vivere in armonia ancora esiste, e mentre tento di organizzarmi, sogno...e considero Azioni.